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Tiella di Gaeta by Pizzeria del Porto
Prodotti tipici di Gaeta

Tiella di Gaeta: la ricetta originale, i ripieni e dove mangiarla

Due dischi di pasta sottile chiusi su un ripieno di mare o di terra e cotti in teglia finché diventano dorati. A Gaeta si mangia con le mani, a qualunque ora.

  • Forno a 200 °C
  • 20 minuti di cottura
  • Teglia da 28 cm
  • 6 porzioni

Aggiornato il 2 ottobre 2026 · ricetta di Pizzeria del Porto di Carlo Avallone

In breve

Che cos’è la tiella di Gaeta

È una torta salata chiusa: un disco di pasta di pane fodera la teglia, sopra va il ripieno, un secondo disco la copre e il bordo si sigilla pizzicandolo con le dita. È nata come pranzo da portare in barca o nei campi, e si mangia ancora così: con le mani, senza piatto.

Ripieno più famoso
Polpo, pomodori e olive di Gaeta
Gli altri
Scarola e olive, alici, cipolle, zucchine, scarola e baccalà
Cottura
In forno a 200 °C, 20–25 minuti
Per una teglia da 28 cm
200 g di farina, 300 g di polpo, 80 g di olive di Gaeta
Perché si chiama così
Dal nome del tegame basso e rotondo in cui si cuoce

La tiella in numeri

Cinque numeri per farla bene

  • 200°C

    la temperatura del forno

  • 20minuti

    di cottura per una teglia da 28 cm

  • 3mm

    lo spessore massimo dei due dischi di pasta

  • 3ore

    di riposo per l’impasto, sotto un panno

  • 6porzioni

    da una teglia

Dalla ricetta pubblicata da Pizzeria del Porto di Carlo Avallone.

Guarda

Appena uscita dal forno

La tiella esce dal forno
Tielle appena sfornate

Il ripieno classico

Cosa c’è dentro

Tiella di Gaeta tagliata, con il ripieno a vistaPolpoPomodoriOlive di GaetaPrezzemoloAglioPeperoncinoOlio extravergine

Il ripieno più famoso è di mare: polpo lessato e tagliato a dadini, pomodori a pezzi lasciati a scolare, olive di Gaeta, prezzemolo, aglio, peperoncino e un filo di olio extravergine.

Intorno, due dischi di pasta di pane stesi sottili: quello di sotto fodera la teglia e ne esce dai bordi, quello di sopra la chiude. Il bordo si sigilla a mano, pizzicandolo.

La ricetta originale

Tiella di polpo: dosi e passaggi

Le dosi sono per una teglia di metallo da 28 centimetri, cioè sei porzioni. Sono quelle pubblicate da Pizzeria del Porto, il forno di Carlo Avallone a Gaeta medievale. Spunta gli ingredienti man mano che li prepari.

Per la pasta

Per il ripieno

Come si fa, passo per passo

  1. Impasta e lascia riposare

    Amalgama la farina con l’acqua e gli altri ingredienti, aggiungendoli uno alla volta, e lavora la pasta per una ventina di minuti. Coprila con un panno e lasciala riposare tre ore, in un posto dove non si superino i 24 gradi.

  2. Lessa il polpo

    Fallo bollire a fuoco medio in abbondante acqua per almeno 15 minuti, poi lascialo raffreddare nella pentola chiusa con il coperchio. Tagliato a dadini, è pronto per il ripieno.

  3. Prepara il ripieno

    Taglia i pomodori a dadini e lasciali in uno scolapasta perché perdano l’acqua. Trita il prezzemolo con l’aglio e il peperoncino, poi mescola tutto con il polpo, le olive e l’olio.

  4. Stendi i due dischi

    Dividi la pasta in due parti e stendile, con le mani e il mattarello, in due dischi spessi non più di tre millimetri. Uno dev’essere più grande: circa 30 centimetri.

  5. Fodera la teglia e riempi

    Ungi bene la teglia con l’olio, coprila con il disco più largo lasciandolo uscire dai bordi e distribuisci il ripieno.

  6. Chiudi il bordo

    Copri con il secondo disco e chiudi i bordi pizzicandoli con le dita, tutto intorno. Spennella la superficie con l’olio.

  7. Inforna

    Venti minuti nel forno a 200 gradi.

Fonte della ricetta: Pizzeria del Porto di Carlo Avallone, «La tiella di polpo». I passaggi sono riscritti con parole nostre, dosi e tempi sono i suoi.

Le dosi del forno di Carlo Avallone

Per chi impasta per più tielle, queste sono le quantità che Carlo Avallone firma sul sito della sua pizzeria. La teglia è di circa 30 centimetri e la cottura è a 200 gradi per circa 25 minuti.

Impasto

Ripieno di polpo

Lievito, sale e zucchero non devono toccarsi direttamente. Il lievito va sciolto nella farina con l’acqua; sale, olio e zucchero si aggiungono dopo, a impasto già formato.

Il polpo parte da acqua fredda e cuoce 30–40 minuti dal bollore: il tempo cambia con la grandezza.

Fonte: «Le tielle secondo la vera tradizione gaetana», firmato Carlo Avallone.

Dove si sbaglia

Tre cose a cui stare attenti

  1. Il ripieno deve entrare asciutto

    I pomodori tagliati vanno lasciati nello scolapasta finché non hanno perso l’acqua in eccesso: la ricetta lo chiede prima di mescolarli al polpo.

  2. La pasta è sottile

    I due dischi non superano i tre millimetri di spessore, e quello di sotto è più largo della teglia: deve uscire dai bordi per poterla chiudere.

  3. Il lievito sta lontano dal sale

    Lo raccomanda Carlo Avallone: lievito, sale e zucchero non devono entrare in contatto diretto mentre impasti.

Di mare e di terra

Gli altri ripieni della tradizione

Il polpo è il più conosciuto, ma a Gaeta la tiella cambia con la stagione e con il pescato.

Di mare

  • Polpo
  • Alici
  • Sarde
  • Calamari
  • Cozze

Di terra

Gli incroci

  • Scarola e baccalà

Quella di scarola va con le olive di Gaeta, i capperi e le acciughe. Si chiude e si cuoce allo stesso modo.

Lo sapevi?

Cinque cose sulla tiella

Il nome è quello della teglia

«Tiella» è il nome dialettale del tegame basso e rotondo in cui si cuoce: il piatto si chiama come il recipiente.

Una scatola di pasta

Chiusa nei suoi due dischi conteneva il pranzo intero di pescatori e contadini: si portava in barca o nei campi e si mangiava senza piatto.

Quanti anni ha?

C’è chi la fa risalire al Cinquecento e chi al Seicento. Le versioni non coincidono; sul perché è nata, invece, sono tutti d’accordo.

Piaceva al re

La leggenda vuole che l’abbia apprezzata Ferdinando IV di Borbone.

Si impara a scuola

Carlo Avallone ha tenuto lezioni di tiella agli alunni delle scuole elementari di Gaeta.

Domande frequenti

La tiella, in breve

Quali sono gli ingredienti della tiella di Gaeta?

Per la pasta: farina, acqua, lievito di birra, olio extravergine d’oliva, sale e un pizzico di zucchero. Per il ripieno più famoso: polpo, pomodori, olive di Gaeta, prezzemolo, aglio e peperoncino.

Perché si chiama tiella?

Dal nome dialettale del tegame basso e rotondo in cui viene cotta.

Come si fa la tiella?

Si stende un disco di pasta sottile nella teglia unta, si aggiunge il ripieno ben scolato, si copre con un secondo disco, si chiude il bordo pizzicandolo con le dita e si cuoce in forno a 200 gradi per 20–25 minuti.

Quali sono gli ingredienti della tiella di Gaeta con la scarola?

Scarola, olive di Gaeta, capperi e acciughe; in un’altra variante la scarola va con il baccalà. La pasta è la stessa della tiella di polpo.

Quanto deve cuocere la tiella?

Venti minuti a 200 gradi per una teglia da 28 centimetri; Carlo Avallone indica circa 25 minuti per una teglia da 30.

La tiella si mangia calda o fredda?

Va bene in tutti e due i modi: resta buona anche fredda, ed è per questo che è nata come pasto da portare con sé.

Dove si mangia la tiella a Gaeta?

Nei forni e nelle pizzerie al taglio della città. I nostri consigli sono Pizzeria del Porto di Carlo Avallone a Gaeta medievale, La Tana di Cagliostro e Brio Bar in Corso Italia.

Vuoi sapere chi la sforna adesso?

Chiedi a Enea dove trovare una tiella vicino a te, a che ora e con quale ripieno.

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