Il vasto perimetro nord della città unisce tre anime forti in un unico distretto. La laboriosa Piaja, quasi rasa al suolo dalle mine della Seconda Guerra Mondiale, risorse tenacemente simboleggiata dal “Palazzo Pescatori” dell’architetto Zander. Alle sue spalle, il quartiere rurale ed etno-antropologico di Conca custodisce le irrazionali leggende campano-laziali de “Gliu Mazzamariello”, lo spiritello domestico fanciullesco che prometteva tesori nascosti o provocava dispetti notturni. Salendo lungo la panoramica Via Flacca, ci si apre infine alla selvaggia piana di Sant’Agostino, nota a livello europeo per le sue altissime falesie dedicate al free climbing e per le ampie spiagge frequentatissime dai surfisti.
Un macro-quartiere incredibilmente eterogeneo che abbraccia la storia della cantieristica, l’intrigante folclore del sud e il lato più selvaggio della natura laziale. Richiede l’auto o lo scooter per essere esplorato per intero (specialmente l’area di Sant’Agostino).




