La Cappella del Santissimo Crocifisso è uno dei luoghi più suggestivi e carichi di misticismo dell’intera Gaeta. Situata all’interno del complesso del Santuario della Santissima Trinità (Montagna Spaccata), la cappella ha la straordinaria particolarità di essere stata edificata sopra un enorme macigno che si è incastrato tra le pareti della fenditura rocciosa durante il terremoto che, secondo la tradizione cristiana, scosse il mondo alla morte di Cristo.
La struttura attuale risale al XV secolo, ma il sito è meta di pellegrinaggio da tempi immemorabili. Per raggiungerla, i visitatori percorrono una scalinata che scende lungo la profonda spaccatura della roccia, dove le pareti calcaree si innalzano verticalmente per decine di metri. La cappella appare quasi sospesa nel vuoto, offrendo una vista vertiginosa sul mare sottostante attraverso le feritoie naturali della montagna.
Curiosità e avvenimenti:
- La Mano del Turco: Lungo la discesa verso la cappella, è possibile vedere un’impronta nella roccia nota come “La mano del turco”. La leggenda narra che un marinaio infedele, dubitando dell’origine divina della spaccatura, toccò la roccia e questa si ammorbidì sotto la sua mano come fosse cera, lasciando l’impronta indelebile delle dita.
- Il Letto di San Filippo Neri: Si dice che il Santo fosse solito ritirarsi in preghiera in questo luogo, dormendo su un giaciglio di pietra (tuttora visibile) all’interno di una piccola nicchia vicino alla cappella.
- Luogo di Preghiera di Papi e Santi: Nel corso dei secoli, numerosi personaggi illustri hanno visitato questo luogo, tra cui Papa Pio IX, Sant’Ignazio di Loyola e San Bernardino da Siena.
- Architettura Unica: La cappella non ha fondamenta nel senso tradizionale del termine, ma sfrutta la stabilità del macigno incastrato. All’interno, l’atmosfera è resa ancora più suggestiva dal suono delle onde che si infrangono alla base della montagna, percepibile distintamente durante la visita.

